La bestia e il bambino
[racconto a puntate]
Cap.4
‘Il poeta’
Lo sguardo del bosco al tepore stanco
di un focolare ormai spento,
acceso con poche frasche e competenze,
tenuto in vita con pazienza,
tra l’attesa di una fiamma e l’altra appare tetro e impenetrabile.
Ma tu sei forte, fratello mio.
mi sento più forte se il tuo respiro mi scalda la schiena…
e al calar della sera mi basta chiudere gli occhi,
ch’è già mattino.
Il giovane scriveva, alla luce del focolare: calamaio color d’alabastro, carta di papiro. Un regalo delle Naiadi “che sostenga il tuo cuore durante le notti di melanconia”. E dopo aver provato l’ebbrezza che la penna può regalare ad un ragazzo, dopo aver scoperto nuovi moti del suo animo che non avrebbe mai creduto esistere, le notti si consumavano sempre più velocemente. Man mano i papiri, messi bianche ed inviolate, si riempivano di solchi sempre più sottili e numerosi, dove una piuma di fagiano, imbevuta nella fantasia, riversava la sua nera sementa. I sogni si ergevano maestosi fino alle stelle con sempre più impeto e poi decadevano ancor più presto nelle ceneri dell’ispirazione per far spazio a nuove fenici. Il suo animo imparò presto a reggerne i voli. Nessuna altezza era un limite, nessun limite un punto di arrivo per il suo cuore che, come accade nell’età in cui il corpo sboccia, allargava il suo campo d’azione ad ogni aspetto della vita, ad ogni sfumatura che più lo entusiasmava.
Così il giovane s’innamorava di tutto, e tutto la sua curiosità scrutava. “quel uccello, guarda! Ne avevi mai visto uno così?! Oh no, è volato oltre il torrente” spesso saltava in groppa al fratello molto più grosso di lui, “guidami fin laggiù! Guarda quegli alberi, guarda! I loro frutti hanno il colore dei raggi del sole…guidami fratello!” Ogni nuova scoperta un scintillio degli occhi, le pupille umide brillavano di sempre nuova luce…
“attraverseremo insieme pianure e foreste, colline e montagne…e chissà cosa ci aspetta oltre il mare…le terre dove regnano le sabbie cangianti, e quelle dove il ghiaccio e la neve riflettono il sole, invece di abbandonarsi al suo calore…e poi chissà, chissà dove…chissà come”
E quando un bosco ormai non aveva più segreti, quando i frutti sugli alberi maturavano sempre più veloci, quando il clima cambiava l’aspetto ad ogni cosa, ed ogni aspetto i due viaggiatori avevano già visto…ogni profumo già sentito…verso suono già ascoltato…ogni muschio ritrovato sul cammino cresciuto su rocce e sassi familiari… i versi del poeta si sentivano soggiogati da una nuova malinconia, il cuore del ragazzo fremeva di nuovo nutrimento...
“guidami fratello, oltre quell’altura, guidami nell’avventura delle nostre scoperte, i venti sono cambiati e hanno portato profumi nuovi…andiamoli a cercare!”




